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AI per marketing e social, senza sembrare un robot

Piano editoriale, post, caroselli, video brevi, newsletter e annunci: come usare l'AI per comunicare di più e meglio mantenendo la tua voce, e cosa dichiarare per legge.

Mattia PanattaPubblicato il 28 settembre 202611 minBase
Un megafono da cui escono forme di post e caroselli che diventano una sola luce
Illustrazione generata con AI

In breve

  • L’AI moltiplica la quantità di contenuti, ma il pubblico premia la specificità: esperienze vere, opinioni, esempi concreti.
  • Usala per pianificare, variare e adattare, non per inventare cosa dire.
  • Costruisci prima un profilo di voce e una lista di argomenti tuoi: tutto il resto ne discende.
  • Vanno dichiarati per legge i deepfake, cioè immagini, audio o video che sembrano autentici e ritraggono persone, luoghi o fatti reali (AI Act, art. 50). Per il resto dichiararlo è una scelta di trasparenza, che consiglio.

Il paradosso del contenuto infinito

Oggi chiunque può pubblicare tre post al giorno con l’AI. Il risultato è un mare di contenuti simili, e gli algoritmi (e le persone) hanno imparato a ignorarli. Ne parlo nell’opinione sull’AI slop: quando tutti possono produrre tutto, vince chi ha qualcosa da dire e lo dice in modo riconoscibile.

Quindi la domanda non è “come genero più post”, ma “come trasformo ciò che so e vivo in contenuti utili, più in fretta”.

Passo 1: la materia prima è tua

Prima di aprire ChatGPT, fai una lista di 20 cose che solo tu puoi raccontare:

  • domande che i clienti ti fanno sempre;
  • errori che vedi ripetere;
  • casi concreti (anonimizzati) e come li hai risolti;
  • opinioni su cui non sei d’accordo con il tuo settore;
  • numeri e dati del tuo lavoro.

Questa lista vale più di qualsiasi prompt.

Passo 2: il profilo di voce

Incolla 5-10 tuoi testi che funzionano (post, email, articoli) e chiedi una guida di stile. Salvala nelle istruzioni di un progetto “Comunicazione”: ogni contenuto partirà da lì.

Passo 3: il piano editoriale

Con il profilo di voce salvato, chiedi un piano di quattro settimane: temi legati al tuo lavoro reale, un obiettivo per ogni contenuto, il canale e il formato. Lo correggi tu e lo tieni nel progetto, così l’assistente lo segue ogni volta.

Passo 4: un contenuto, cinque formati

Il trucco più efficace è il riuso: un’idea forte diventa articolo, carosello, script di video breve, post e paragrafo di newsletter. L’AI è bravissima ad adattare, molto meno a creare dal nulla.

Immagini e video

  • Grafiche per caroselli e post: Canva o Gamma per l’impaginazione, ChatGPT Images per illustrazioni con testo leggibile.
  • Video brevi: lo script lo scrivi con l’AI, ma il volto e la voce migliori restano i tuoi. Per sottotitoli e tagli automatici esistono strumenti dedicati.
  • Spot e video generati: Google Flow (Gemini Omni) e piattaforme come Higgsfield con Seedance producono scene di qualità cinematografica. Ottimi per prodotti e atmosfere; se una scena sembra autentica e mostra persone o fatti reali, va dichiarata.

Persone reali e marchi

Non generare immagini di persone reali senza consenso, e attenzione ai marchi altrui. Per le immagini realistiche pubblicate a scopo informativo o commerciale aggiungi un’indicazione come “Immagine generata con AI”.

Annunci e campagne

L’AI aiuta a scrivere varianti di annunci da testare (titoli, testi, inviti all’azione) e ad analizzare i risultati delle campagne esportati in Excel. Le piattaforme pubblicitarie stesse integrano ormai strumenti generativi. La regola: genera molte varianti, ma decidi tu quali messaggi rappresentano davvero il tuo marchio, e misura.

Cosa misurare

  • Salvataggi e condivisioni più dei “mi piace”: indicano utilità.
  • Commenti con domande: diventano i prossimi contenuti.
  • Contatti e richieste, non solo follower.

Chiedi ogni mese all’AI di analizzare l’export delle statistiche: “quali argomenti e formati hanno portato più salvataggi e contatti? cosa smetteresti di fare?”.

In pratica

  1. Lista dei tuoi 20 argomenti e profilo di voce, una volta sola.
  2. Piano mensile con l’AI, poi un’idea forte alla settimana trasformata in più formati.
  3. Rileggi sempre: togli le frasi che potrebbe aver scritto chiunque.
  4. Dichiara i deepfake (contenuti che sembrano autentici e ritraggono persone o fatti reali) e, per scelta, anche il resto dei contenuti generati.
  5. Misura salvataggi e contatti, non solo numeri di vanità.

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

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