Novità: il mio libro sull'intelligenza artificiale, dalla storia agli agentiScoprilo →

Costruire siti e app con l'AI

Dal "vibe coding" all'ingegneria con gli agenti. Quali strumenti usare, come descrivere quello che vuoi, come pubblicare e le regole di sicurezza da non saltare mai.

Mattia PanattaPubblicato il 9 ottobre 202612 minIntermedio
Blocchi da costruzione che formano la finestra di un browser
Illustrazione generata con AI

In breve

  • Oggi puoi costruire un sito o una piccola app descrivendola a parole. Per i prototipi è rivoluzionario; per la produzione serve metodo.
  • Le piattaforme più complete sono Claude Code (la migliore) e Codex: modelli potentissimi inclusi negli abbonamenti a prezzi contenuti. Poi Cursor, Google Antigravity, Lovable e Replit.
  • Ormai sono così curate che si possono usare anche senza saper programmare: basta descrivere bene cosa vuoi.
  • Il segreto è una descrizione scritta chiara prima di iniziare, e procedere a piccoli passi.
  • Regola d’oro: mai chiavi segrete nel codice che gira nel browser, e fai rivedere sicurezza e dati prima di pubblicare.

Da “vibe coding” a ingegneria con gli agenti

Nel 2025 Andrej Karpathy ha coniato l’espressione vibe coding: costruire software descrivendo cosa vuoi e accettando il codice che l’AI scrive, senza nemmeno leggerlo. Funziona sorprendentemente bene per prototipi, pagine personali, strumenti interni.

Nel 2026 il discorso si è spostato: gli agenti di programmazione lavorano per ore su progetti veri, scrivono test, li eseguono, correggono gli errori. Karpathy stesso parla ormai di agentic engineering: non scrivi più il codice riga per riga, ma progetti, dai istruzioni, verifichi. Il mestiere cambia, non sparisce.

Secondo la classifica WebDev di Arena (ottobre 2026), dove le persone votano il sito migliore generato dallo stesso prompt, i modelli più bravi sono Claude Opus 5.5 (1.811 punti), GPT-6 Astra (1.780), Claude Sonnet 5.5 (1.774) e GPT-6.1 Sol (1.760).

Quale strumento

1. Claude Code, la mia prima scelta. Nella mia esperienza è la piattaforma più completa: costruisce siti e app interi, lavora sui tuoi file, prova il risultato nel browser, corregge gli errori, e oltre al codice sa fare automazioni, documenti e analisi. Usa i modelli Claude, i più bravi a programmare (Opus 5.5 è primo nella WebDev Arena), ed è incluso nell’abbonamento Claude: con 20 € al mese hai accesso a modelli che via API costerebbero molto di più.

2. Codex, la seconda scelta. L’equivalente di OpenAI, incluso nei piani ChatGPT: molto capace, può lavorare su più compiti in parallelo nel cloud, comodo se usi già ChatGPT.

3. Cursor, se ti piace vedere il codice. Un editor di codice con agenti integrati: scrive, modifica e verifica il progetto, e ti lascia scegliere tra i modelli migliori (anche Claude). È pensato per chi vuole tenere sotto gli occhi i file; ora è incluso anche nella X Subscription di Grok.

Le altre, in breve:

Strumento Per chi Da sapere
Google Antigravity Chi vive nell’ecosistema Google Ambiente “agentico” con Gemini 4 Argon; limiti legati al piano Google AI
Lovable Chi vuole un prototipo online in un’ora Semplicissimo; personalizzazioni profonde più difficili
Replit Chi vuole un’app con database, tutto nel browser Pubblicazione e database inclusi, con costi a parte

Claude Code e Codex sono un po’ più complessi di Lovable e Replit, perché fanno molte più cose: all’inizio lavorare in un ambiente “tutto pronto” nel browser può sembrare più facile. Ma ormai Claude Code, Codex e Antigravity sono così ottimizzati, e i modelli così bravi, che si possono usare tranquillamente anche senza saper programmare: descrivi cosa vuoi in italiano, l’agente propone un piano, costruisce, prova e ti mostra il risultato. Serve metodo, non saper scrivere codice.

Questo sito è un esempio

Questo sito è stato costruito con un agente di programmazione (Claude Code): struttura, design, componenti interattivi, chatbot. Ma ogni scelta è passata da una descrizione scritta, da verifiche nel browser e da regole precise sulla sicurezza, come la chiave del chatbot che resta sul server.

Il metodo in cinque passi

1. Scrivi cosa vuoi, prima di aprire lo strumento

Un documento di una pagina vale ore di correzioni. Chi lo userà, cosa deve poter fare, quali pagine o schermate, che dati salva, che aspetto deve avere, cosa NON deve fare.

2. Affida il risultato intero, poi rifinisci

Con gli agenti di oggi non serve procedere una funzione alla volta: descrivi l’app completa, con materiali ed esempi, e lascia che l’agente proponga un piano e lo esegua tutto, provando da solo nel browser. Il tuo lavoro è leggere il piano prima che parta e correggere ciò che non torna. Dove conviene fermarsi è alla fine: prova tutto come un utente vero prima di pubblicare.

3. Prova come un utente vero

Clicca tutto, da computer e da telefono. Inserisci dati sbagliati, campi vuoti, testi lunghissimi. Descrivi i problemi all’agente in modo preciso: cosa hai fatto, cosa ti aspettavi, cosa è successo, il messaggio d’errore.

4. Salva le versioni

Usa Git (o la cronologia delle versioni dello strumento). Quando l’AI “rompe” qualcosa che funzionava, e succede, torni indietro in un secondo.

5. Pubblica con calma

Servizi come Vercel, Netlify o Cloudflare pubblicano un sito in pochi minuti, spesso gratis per progetti piccoli. Prima di condividerlo, controlla la lista qui sotto.

Sicurezza: la lista da non saltare

  1. Chiavi segrete solo sul server. Una chiave API scritta nel codice del browser può essere copiata da chiunque apra la pagina, e qualcuno userà il tuo credito. Vanno nelle variabili d’ambiente del server.
  2. Limiti di spesa. Imposta un tetto mensile nel pannello del fornitore AI.
  3. Accessi e permessi. Chi può vedere cosa? Un utente non deve poter leggere i dati di un altro cambiando un numero nell’indirizzo.
  4. Dati personali. Raccogli solo il necessario, scrivi un’informativa privacy, scegli fornitori con server e contratti adeguati.
  5. Dipendenze. L’AI a volte installa pacchetti inesistenti o abbandonati. Controlla che quelli usati siano noti e mantenuti.
  6. Revisione. Per qualsiasi cosa gestisca soldi, dati sanitari o dati di clienti, fai rivedere il codice da uno sviluppatore prima di andare in produzione.

Quando serve uno sviluppatore

Pagamenti, dati sanitari o finanziari, molti utenti contemporanei, integrazioni con sistemi aziendali: in questi casi l’AI accelera enormemente il lavoro, ma serve qualcuno che sappia valutarlo. Il costo di un errore supera di molto il risparmio.

Quanto costa

  • Prototipo: Claude Code è incluso dal piano Pro di Claude (circa 20 € al mese), Codex nei piani ChatGPT; Lovable ha un piano gratuito con crediti limitati.
  • Uso regolare: i piani da circa 20 € al mese bastano per progetti piccoli; per sessioni intensive tutto il giorno servono i piani superiori o i crediti API.
  • Pubblicazione: per un sito come questo, gratuita o pochi euro al mese; più il costo delle eventuali API AI usate (il chatbot di questo sito costa qualche centesimo per domanda).

In pratica

Prova questa settimana: prendi un foglio Excel che usi spesso (un preventivatore, un calcolo ricorrente) e chiedi a Claude Code di trasformarlo in una piccola app web. È l’esercizio perfetto: problema reale, dati semplici, risultato verificabile.

Fonti

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

Ti è stata utile? Vai avanti

Il libro · 19,90 €Il quadro completo, dalla storia agli agentiTutto quello che c'è dietro le guide, in un percorso unico. Il primo capitolo è gratis.Scopri il libro →Formazione AI · 30 € l'oraUna lezione con meVuoi applicarlo al tuo caso? In un'ora lo impostiamo insieme, a schermo condiviso.Prenota una lezione →
Newsletter · gratisOgni lunedì, quello che conta

Prossima guida →Come scegliere modello e abbonamentoLeggere benchmark e classifiche senza farsi ingannare, capire quando conviene un abbonamento e quando le API, e scegliere in base al tuo profilo. Con i prezzi di ottobre 2026.