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Harness engineering: dai all'agente un obiettivo, non una ricetta

Il modo nuovo di lavorare con l'AI: preparare contesto, memoria, skills, plugin e permessi, poi chiedere solo il risultato. Come farlo con Claude Code, Grok Bot e Gemini Notebook, e cosa controllare.

Mattia PanattaPubblicato il 22 ottobre 202612 minIntermedio
Una mano scrive su un biglietto da cui parte un raggio di luce che centra un bersaglio
Illustrazione generata con AI

In breve

  • Con gli agenti di oggi il lavoro si sposta dal prompt perfetto all’ambiente giusto: contesto, memoria, skills, strumenti e permessi. È quello che chiamo harness engineering.
  • Se l’ambiente è preparato bene, basta una richiesta con l’obiettivo, il destinatario e il criterio per dire “è fatto”. Il come lo decide l’agente.
  • I tre strumenti che uso di più per lavorare così sono Claude Code, Grok Bot e Gemini Notebook.
  • Il tuo compito resta decidere cosa vuoi, dare i materiali giusti e controllare il risultato prima che esca.

Dal prompt all’ambiente

Fino a poco tempo fa si insegnava a scrivere prompt lunghi e precisi: ruolo, passaggi, formato, esempi. Aveva senso, perché il modello vedeva solo la conversazione e dimenticava tutto alla chiusura della chat.

Oggi gli agenti lavorano dentro un ambiente: leggono una cartella, ricordano le tue preferenze, usano strumenti, aprono il browser, eseguono codice e riprendono il lavoro il giorno dopo. Il risultato dipende sempre meno da come formuli la singola richiesta e sempre più da cosa trova l’agente quando comincia.

La parola inglese per questo insieme è harness, letteralmente “imbracatura”: tutto ciò che sta attorno al modello e lo guida. Contesto, memoria, skills, strumenti, permessi, controlli. Con lo stesso modello, due ambienti diversi producono risultati molto diversi.

I cinque pezzi dell’harness

1. Il contesto: i materiali giusti, non tutti i materiali

Il contesto è ciò che l’agente legge per fare il lavoro: documenti, dati, esempi. Meglio una cartella piccola e ordinata che un archivio con cinque versioni dello stesso file. Tieni separati gli originali dai risultati e rendi riconoscibile quale documento ha l’ultima parola (il listino approvato, la bozza finale).

Un buon esempio vale più di una lunga spiegazione: una presentazione che ti piace, un’email scritta come vorresti, un report riuscito.

2. La memoria: cosa resta vero da un incarico all’altro

La memoria è ciò che non vuoi ripetere ogni volta: come scrivi, per chi lavori, quali fonti sono affidabili, quale formato consegni. In Claude Code vive in un file di istruzioni (CLAUDE.md) e nella memoria automatica; in Grok Bot ogni Bot conserva preferenze e file; in Gemini Notebook la memoria sono le fonti del notebook stesso.

Distinguo sempre tre livelli: le preferenze generali (“scrivi in italiano chiaro”), le regole del progetto (“i prezzi vengono dal listino approvato”) e lo stato del lavoro (“mancano le foto di tre prodotti”). Il primo cambia di rado, l’ultimo ogni ora: mescolarli crea ricordi che invecchiano male.

3. Le skills: il metodo, scritto una volta

Una skill è una procedura riutilizzabile: come si prepara il report mensile, come si controlla una fattura, come si scrive un articolo nel tuo stile. L’agente la carica quando serve, invece di tenerla sempre in mente.

Non devi scriverla da zero: quando un lavoro riesce bene, chiedi all’agente di ricavarne una skill con materiali, passaggi e controlli. Poi provala su un secondo caso. Grok Bot e Hermes Agent arrivano a crearle da soli, guardandoti lavorare o ripensando a come hanno risolto un problema.

4. Plugin, connettori e strumenti: cosa può toccare

I connettori (spesso tramite MCP) collegano l’agente a posta, calendario, documenti, gestionali. I plugin confezionano insieme skills, strumenti e collegamenti. La regola è semplice: collega solo ciò che serve all’incarico. Un metodo senza accesso non basta, ma venti accessi inutili rendono il sistema più fragile e meno sicuro.

5. Permessi e controlli: dove si ferma da solo

Leggere, preparare e proporre sono una cosa; inviare, pubblicare, pagare e cancellare sono un’altra. Decidi prima cosa può fare da solo e cosa deve fermarsi a una bozza da approvare. Gli agenti più seri lo prevedono già: Claude Duet ti mostra il piano prima di pagare o scrivere a qualcuno, Grok Bot chiede approvazione sulle azioni, Claude Code ha una modalità di pianificazione e permessi per ogni strumento.

La richiesta, quando l’ambiente è pronto

Con l’ambiente preparato, la richiesta diventa breve. Non descrive i passaggi: descrive il risultato. Per esempio:

Nella cartella trovi listino, foto e la presentazione dello scorso anno. Prepara una presentazione modificabile per spiegare l’offerta a un nuovo cliente, con gli stessi prezzi del listino. Chiedimi solo le decisioni che cambiano contenuto o costo, e mostrami tutto prima di inviarlo.

Funziona perché ha quattro cose: materiali con autorità chiara, un risultato riconoscibile, un destinatario, un confine (cosa chiedere e quando fermarsi). Tutto il resto lo organizza l’agente.

Se il risultato non convince, la correzione utile è concreta: “Stai usando il listino vecchio, quello valido è questo” aggiorna il lavoro; “fai meglio” non aggiunge nulla.

Con quali strumenti

Claude Code è l’ambiente più completo per affidare un risultato intero: lavora su una cartella, ha CLAUDE.md, memoria, skills, plugin, attività programmate e progetti che continuano nel cloud. Non serve saper programmare: anche documenti, siti, analisi e presentazioni nascono così.

Grok Bot è il mio preferito per il lavoro che continua nel tempo: crei più Bot con un ruolo ciascuno, ognuno con memoria e routine, su un computer nel cloud che lavora anche a portatile spento. Un Bot principale coordina gli altri. Lo racconto nella pagina sugli agenti 24/7.

Gemini Notebook è il modo più pulito per dare contesto: carichi le tue fonti e ottieni risposte, mappe, quiz e riassunti solo da quelle fonti, con la citazione del passaggio. Perfetto per studiare e per preparare il materiale che poi passerai a un agente.

Cosa resta a te

L’agente esegue, ma la responsabilità del risultato è tua. Apri i file, controlla i numeri sulla fonte, rileggi prima di inviare. Un agente che scrive “ho finito” non ha dimostrato di aver fatto bene.

Un metodo in quattro tempi per gli incarichi lunghi

  1. Esplorare: l’agente legge i materiali e ti dice cosa ha capito.
  2. Pianificare: propone come procedere; correggi ora, quando costa poco.
  3. Produrre e verificare: esegue e controlla, aprendo i file e confrontandoli con i dati.
  4. Consolidare: salva una versione chiara e un breve file di stato (obiettivo, decisioni, prossimo passo) da cui ripartire.

Prova questa settimana

Scegli un lavoro che rifai spesso. Crea una cartella con i materiali giusti e un esempio riuscito, scrivi tre righe di regole stabili e affida all’agente il risultato, non i passaggi. Quando funziona, fattene ricavare una skill. È il passo che trasforma l’AI da chat a collaboratore.

Nel mio libro i capitoli su Claude Code, Grok Bot e Gemini Notebook mostrano questo metodo passo per passo.

Fonti

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

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Prossima guida →Claude Code: affidare un lavoro intero, anche senza saper programmareCos'è Claude Code, perché per me è la piattaforma più completa, come si prepara la cartella, cosa sono CLAUDE.md, memoria, skills, plugin e attività programmate, e un metodo semplice per il primo incarico.