Ho fatto sette canzoni con l'AI. Chi è l'autore?
Per Radio AI ho spiegato all'AI cosa volevo ottenere e Suno ha scritto, composto, arrangiato e cantato. Il risultato è sorprendente e un po' inquietante. Cosa ho imparato su creatività, diritti e trasparenza.

Su questo sito ora c’è un player musicale con le canzoni di Radio AI. Parlano di token, allucinazioni, agenti sempre accesi. Sono sette. Non le ho scritte io: ho spiegato cosa volevo ottenere, cioè l’idea da raccontare, il messaggio, l’atmosfera e lo stile, partendo dalle guide del sito. Tutto il resto, testo, melodia, arrangiamento, strumenti, voci, l’ha fatto un modello di AI in pochi minuti per brano.
Lo dico subito, perché è il punto: sono canzoni vere, si ascoltano volentieri, e nessun musicista ci ha lavorato.
Cosa mi ha sorpreso
Ho descritto lo stile in una riga (“indie rock, chitarre sporche, voce roca, assolo”) e ho ottenuto due versioni complete, con strofe, ritornello, ponte e finale coerenti con l’idea che avevo spiegato. Il modello ha capito dove mettere l’enfasi, quando abbassare il volume, come chiudere.
Per chi crea contenuti è una rivoluzione silenziosa: una sigla per un podcast, un jingle per un negozio, la colonna sonora di un video aziendale non costano più settimane e centinaia di euro.
Cosa manca
Eppure, riascoltandole, si sente cosa non c’è. Nessuna scelta rischiosa, nessun errore felice, nessuna storia dietro la voce. Sono canzoni medie nel senso statistico: la sintesi perfetta di migliaia di brani simili. È lo stesso limite che vedo nei testi generati, e di cui parlo in AI slop e giudizio.
La parte che sento mia è l’intenzione: sapere cosa volevo far capire a chi ascolta e scegliere, tra le versioni, quella che lo diceva meglio. Il resto è un abito ben cucito, ma su misura di nessuno.
Di chi sono, allora?
Qui la risposta è meno romantica e più giuridica.
- In Italia la legge 132/2025 chiarisce che il diritto d’autore protegge le opere frutto del lavoro intellettuale umano, anche se realizzate con l’aiuto dell’AI. Siccome io ho dato solo la direzione e testo e musica li ha generati l’AI, queste canzoni molto probabilmente non sono tutelate dal diritto d’autore.
- Negli Stati Uniti il Copyright Office segue la stessa linea: ciò che la macchina produce da sola non è tutelabile, conta il contributo creativo umano.
- Poi ci sono i termini del servizio: con il piano gratuito di Suno l’uso è solo non commerciale; per usare i brani in un’attività serve un piano a pagamento.
- E c’è la questione a monte: con quali brani sono stati addestrati questi modelli? Le case discografiche hanno fatto causa ai generatori di musica e il settore si sta spostando verso accordi di licenza. Non è una storia chiusa.
Trasparenza, sempre
Queste canzoni non imitano la voce di nessuna persona reale, quindi non sono deepfake e l’obbligo di dichiarazione dell’AI Act (art. 50) non scatta automaticamente. Lo dichiaro comunque, per scelta: chi ascolta ha diritto di sapere che la voce che canta non appartiene a nessuno. Per questo nel player e nella pagina Musica c’è scritto chiaramente “musica generata con AI”.
La mia posizione
Usare l’AI per la musica non è barare, se lo dici e se ci metti qualcosa di tuo, anche solo un’idea chiara di cosa vuoi dire. Il rischio vero è un altro: che la facilità ci tolga la voglia di imparare a suonare, a scrivere, a sbagliare. Le sette canzoni del sito sono un esperimento divertente e utile per spiegare. Non sostituiscono la sera in cui un amico prende la chitarra e sbaglia un accordo.
In una riga
L’AI sa fare canzoni. Le canzoni che contano restano quelle in cui qualcuno ha qualcosa da dire.
Fonti
Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.
