Immagini e video generativi, come funzionano e come usarli
Dal rumore all'immagine. Come lavorano i generatori di immagini e video, quali sono i migliori secondo Arena, come scrivere un buon prompt visivo e cosa dice la legge sui contenuti sintetici.

In breve
- La maggior parte dei generatori parte da rumore casuale e lo “ripulisce” passo dopo passo finché diventa un’immagine coerente con la descrizione (diffusione).
- A ottobre 2026 su Arena guidano ChatGPT Images (OpenAI) per le immagini e Gemini Omni per i video.
- Un buon prompt visivo descrive soggetto, azione, ambiente, luce, inquadratura e stile, come faresti con un fotografo.
- Per legge vanno dichiarati i deepfake, cioè immagini, audio o video che sembrano autentici e ritraggono persone, luoghi o fatti reali (AI Act, art. 50). Non ogni immagine AI è un deepfake, ma dichiararlo resta una buona pratica.
Dal rumore all’immagine
Immagina una foto coperta da una nebbia di puntini colorati, così fitta da non vedere nulla. Un modello di diffusione è addestrato a fare una cosa sola: data un’immagine “rumorosa” e una descrizione, togliere un po’ di rumore nella direzione giusta. Ripetuto 20, 30, 50 volte, questo processo trasforma rumore puro in un’immagine nitida.
Per imparare, il modello vede durante l’addestramento centinaia di milioni di immagini con la loro didascalia: a ognuna si aggiunge rumore in quantità crescenti e il modello impara a toglierlo. Così associa parole e forme visive: “tramonto” con certe sfumature di arancio, “Roma” con cupole e pini marittimi.
Per il video l’idea è la stessa, ma il modello genera insieme molti fotogrammi e deve mantenere coerenti nel tempo oggetti, volti e movimenti: è molto più difficile e costoso. I modelli più recenti generano anche l’audio sincronizzato.
Alcuni sistemi recenti, come i generatori integrati in ChatGPT e Gemini, sono invece nativamente multimodali: lo stesso modello che capisce il testo produce anche l’immagine. Per questo sono molto più bravi a seguire istruzioni lunghe, a scrivere testo leggibile dentro le immagini e a fare modifiche in conversazione (“ora sposta il logo in alto a destra”).
I migliori oggi, secondo chi li usa
Su Arena le persone confrontano due immagini generate dallo stesso prompt e votano la migliore. A ottobre 2026:
Immagini (da testo)
- GPT Image 2.5 “Sunburst” (OpenAI), 1.425 punti, dato preliminare
- GPT Image 2.5 “Flare” (OpenAI), 1.398, preliminare
- GPT Image 2 (OpenAI), 1.383
- Grok Imagine Image 2.0 (SpaceXAI), 1.334
- MAI Image 2.6 (Microsoft), 1.332
- Nano Banana 2.1 (Google), 1.328
Video (da testo)
- Gemini Omni 1.1 Flash (Google), 1.516
- Gemini Omni Flash (Google), 1.513
- FLUX 3 Video (Black Forest Labs), 1.493, preliminare
- Grok Imagine Video 1.5 (SpaceXAI), 1.492
- Seedance 2.0 (ByteDance), 1.479
Le classifiche cambiano ogni mese: controlla quelle aggiornate nella pagina Modelli e prezzi o direttamente su Arena.
Quale strumento per cosa
- Immagini per comunicazione, slide, social con testo leggibile: ChatGPT Images. Lo usi conversando e correggendo.
- Modificare foto esistenti mantenendo volti e prodotti coerenti: Gemini con Nano Banana, oppure Krea, che a ottobre 2026 ha lanciato Krea 3 (modifiche in 2K in meno di 8 secondi, addestrabile su un tuo prodotto).
- Immagini e brevi video in pochi secondi, anche partendo dalla stessa immagine: Grok Imagine, tra i primi cinque su Arena.
- Estetica e stile artistico per moodboard e concept: Midjourney.
- Video brevi e animazioni: Google Flow con i modelli Gemini Omni (incluso nei piani Google AI, a crediti), oppure piattaforme come Higgsfield che riuniscono più modelli, tra cui Seedance.
Come scrivere un prompt visivo
Pensa a come briefare un fotografo o un regista. Gli elementi che contano:
- Soggetto: chi o cosa, con dettagli concreti (età, abbigliamento, materiali).
- Azione: cosa sta succedendo.
- Ambiente: dove, quando, che stagione.
- Luce: luce dorata del tardo pomeriggio, neon, luce da finestra laterale.
- Inquadratura e obiettivo: primo piano, campo largo, dall’alto, obiettivo 35mm, profondità di campo ridotta.
- Stile: fotografia editoriale, illustrazione piatta, acquerello, render 3D.
- Formato: verticale 4:5 per Instagram, 16:9 per una slide.
- Testo nell’immagine, tra virgolette, se serve.
Per il video aggiungi il movimento (della camera e del soggetto) e la durata: “carrellata lenta in avanti”, “la camera gira attorno al soggetto”, “8 secondi”. Le scene brevi e semplici riescono molto meglio di quelle lunghe e piene di azioni.
Il metodo dell'iterazione
Non cercare il prompt perfetto al primo colpo. Genera 3-4 varianti, scegli la più vicina e poi correggi una cosa alla volta: “stessa immagine, ma luce del mattino”, “togli la tazza”, “inquadratura più stretta”. È più veloce e controllabile che riscrivere tutto.
Cosa dice la legge
- Trasparenza (AI Act, art. 50). Dal 2 agosto 2026 chi pubblica un deepfake, cioè un’immagine, un audio o un video generato o manipolato che sembra autentico e ritrae persone, oggetti, luoghi o fatti reali, deve dichiararlo. Per le opere palesemente artistiche, satiriche o di finzione basta un’indicazione che non ne rovini la fruizione. Un’illustrazione chiaramente inventata, come quelle delle lezioni di questo sito, non è un deepfake: dichiararla è una scelta di trasparenza, non un obbligo.
- Marcatura. I fornitori dei generatori devono marcare i contenuti in modo leggibile dalle macchine (watermark) dal 2 agosto 2026; solo per i sistemi già sul mercato prima di quella data il Regolamento (UE) 2026/1744 concede tempo fino al 2 dicembre 2026. È un obbligo di chi fornisce lo strumento, non di chi lo usa.
- Deepfake sessuali espliciti. Il regolamento del 2026 ha aggiunto anche un divieto specifico che li riguarda.
- Persone reali. Usare il volto o la voce di una persona riconoscibile richiede il suo consenso: lo impongono già le norme sul diritto all’immagine e il GDPR. In Italia la legge 132/2025 ha anche introdotto un reato specifico per la diffusione illecita di contenuti falsificati con l’AI che causano un danno.
- Diritti d’autore. Le condizioni d’uso commerciale cambiano da strumento a strumento e da piano a piano: leggile prima di usare le immagini per un cliente.
Un consiglio pratico
Quando usi un’immagine generata in un sito, un post o una presentazione per un cliente, aggiungi una nota discreta come “Immagine generata con AI”. Costa nulla, ti mette in regola e aumenta la fiducia.
In pratica
- Scegli lo strumento in base al compito: testo nell’immagine e modifiche conversazionali (ChatGPT), ritocco foto (Nano Banana, Krea), stile (Midjourney), video (Flow).
- Scrivi prompt come brief: soggetto, azione, ambiente, luce, inquadratura, stile, formato.
- Itera una modifica alla volta.
- Per i video, scene brevi e semplici; prova su clip corte prima di spendere crediti.
- Dichiara i deepfake (e, per scelta, gli altri contenuti sintetici) e non usare mai volti o voci reali senza consenso.
Fonti
Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.
