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Annuncio ufficialeAnthropic · 14 ottobre 2026

Claude ha trovato da solo un sistema nel DNA che somiglia a CRISPR

Gli agenti di Anthropic hanno analizzato per oltre 21 ore migliaia di sequenze e individuato un sistema enzimatico mai descritto prima. A cosa serva non si sa ancora, e molti scienziati invitano alla prudenza.

di Mattia Panatta

Modello tridimensionale della doppia elica del DNA su sfondo nero
Foto: Ude, Pubblico dominio · Wikimedia Commons

A fine settembre il nuovo gruppo di scienze della vita di Anthropic ha raccontato un esperimento insolito: una squadra di agenti basati su Claude ha esaminato in autonomia il DNA di virus che infettano i batteri, e ha individuato un sistema enzimatico mai descritto prima. In questi giorni la notizia è tornata al centro del dibattito scientifico, con commenti sia entusiasti sia molto cauti.

Cosa è stato trovato

Il sistema si chiama ART (trascrittasi inversa associata a una serie di ripetizioni). È un enzima vicino a una sequenza di brevi ripetizioni nel DNA, una struttura che ricorda quella di CRISPR, il sistema batterico da cui sono nate le moderne tecniche di modifica genetica. L’enzima in sé era già noto; secondo Anthropic, Claude è stato il primo a notare le caratteristiche dell’intero sistema.

Il lavoro, raccontato in un preprint, è durato 21 ore e mezza senza intervento umano: quasi mille sessioni di agenti e oltre 200 milioni di token. Uno degli agenti ha scritto di aver visto lo schema delle ripetizioni “a occhio”, come farebbe un ricercatore.

Perché serve prudenza

  • Non si sa ancora a cosa serva ART: è un’ipotesi da verificare in laboratorio.
  • Il lavoro è un preprint, non ancora passato per la revisione di altri scienziati.
  • Diversi biologi, sentiti da CNN e da altre testate, contestano quanto la scoperta sia davvero “di Claude” e quanto sia nuova.

Il mio commento

Al di là della singola scoperta, il punto interessante è il metodo: agenti che lavorano per un giorno intero su dati scientifici, formulano ipotesi e le spiegano. È il passaggio da “AI che risponde” ad “AI che cerca”. Ma è anche un ottimo esempio di come leggere queste notizie: un risultato promettente, ancora da confermare, raccontato da chi ha costruito lo strumento. La regola che ripeto nella lezione sulla ricerca con l’AI vale anche qui: una citazione, o un annuncio, non è una verifica.

Fonti e documenti

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